...non si può spegnere la voglia di volare,
soltanto ucciderla...
Ci sono giovani perduti nel nulla, romantiche farfalle che volano verso luci finte. Discoteche come dimensioni parallele dove impera la destrutturalizzazione delle emozioni e dei sentimenti. Droghe che distorcono la morale e il senso comune della speranza. Ci sono genitori che cercano di capire e non ci riescono. Ci sono coma profondi infestati di fantasmi. Stragi del sabato sera come rituali pagani di immolazione. Ci sono personaggi che si muovono prigionieri dentro la gabbia di un cerchio, dove il silenzio e la calma apparente rendono grazia all’incapacità di esistere. Il cerchio muto, l’area di confine dentro cui puoi stare al sicuro, ma dove non esisti più, dove non puoi essere colpito ma non puoi nemmeno colpire. Poi la semplicità di un messaggio banale e inderogabile, antitesi degli intenti: per imparare a rialzarti, devi prima avere il coraggio di cadere, per raggiungere la luce, occorre inseguire il buio. Per raggiungere la terra dei sogni, bisogna trovare la forza e il coraggio di combattere strenuamente per conquistare ogni metro, ogni centimetro, ogni respiro. Fuggire dal cerchio di silenzio.

Nessun commento:
Posta un commento